OLTRE L’ALGORITMO. L’ITALIA E LA SFIDA UMANA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’analisi “New Economy Skills: Building AI, Data and Digital Capabilities for Growth” e il report su 7mila imprese nel mondo “Job Skills Report 2026” di Coursera all’Innovation Training Summit a Roma

L’Italia al 5°posto in Europa e al 25° nel mondo per numero di iscrizioni ai corsi di Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) e il ritorno prepotente delle competenze umane e della necessità di una responsabilità aumentata.

Governance, privacy e sicurezza nella top 10 delle competenze più richieste.

La partecipazione femminile nei percorsi di studio sulla GenAI passa dal 36% al 41% in un solo anno.

Viviamo in un’epoca in cui il ritmo dell’innovazione non è più scandito dalle macchine, ma dalla nostra capacità di imparare. Il report Job Skills Report 2026 di Coursera lo dice con una chiarezza quasi brutale: il futuro del lavoro non aspetta. E chi non aggiorna le proprie competenze rischia di essere tagliato fuori da un mercato che cambia più velocemente della nostra capacità di comprenderlo.

In questo scenario, l’Italia sta dimostrando una reattività sorprendente. Il nostro Paese occupa oggi una posizione degna di nota nel panorama europeo, classificandosi al 5° posto in Europa(e al 25° nel mondo) per numero di iscrizioni ai corsi di Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI). Non è per nulla un interesse passeggero e fa riflettere il fatto che tra il primo trimestre del 2023 (il primo dopo il rilascio di ChatGPT) e la metà del 2025, le ore che gli studenti italiani hanno dedicato allo studio della GenAI sono esplose, segnando un incredibile +660% (fonte: New Economy Skills: Building AI, Data and Digital Capabilities for Growth, Coursera).

La vera sorpresa, però, non è l’ennesima conferma del ruolo dell’Intelligenza Artificiale, ma il ritorno prepotente delle competenze umane. Il pensiero critico, ovvero la capacità di verificare, interpretare e giudicare, è la skill che cresce più rapidamente al mondo. In un’epoca in cui l’IA può generare testi, immagini e codice, ciò che fa davvero la differenza è la nostra capacità di dare senso a ciò che producono le macchine. E i dati lo confermano: tra chi studia GenAI, le iscrizioni ai corsi di pensiero critico sono aumentate del 185%.

Non si tratta solo di saper usare un software, ma di governarlo. Le competenze cosiddette “human-in-the-loop”, come il debugging o la gestione della qualità dei dati (+108%), sono diventate indispensabili per chi vuole davvero padroneggiare queste tecnologie. La tecnologia è diventata un’infrastruttura sociale ed economica che richiede una dose di responsabilitàaumentata e non a caso governance, privacy e sicurezza sono entrate con forza nella top 10 delle competenze più richieste.

C’è poi un dato che racconta un futuro più inclusivo: la crescente partecipazione femminilenei percorsi di studio sulla GenAI, passata dal 36% al 41% in un solo anno. È il segnale che l’accessibilità dell’IA può diventare un ponte fondamentale per colmare divari storici.

Tuttavia, il cammino non è privo di ostacoli. Se per acquisire un’infarinatura di base (“AI literacy”) bastano circa 30 ore di studio, il passaggio a un livello avanzato richiede un impegno molto più profondo, stimato in circa 137 ore per padroneggiare modelli complessi di Machine Learning e Data Science. Il rischio, avvertono gli esperti, è quello di rincorrere l’ultima novità trascurando le fondamenta e in Italia si nota, infatti, una flessione nell’apprendimento di basi tecniche cruciali come la cybersicurezza e la programmazione.

Oggi oltre 1,6 milioni di italiani sono già su questa strada, supportati anche da imprese che hanno capito che formare i propri dipendenti non è un costo, ma un investimento sulla sopravvivenza.

È proprio in questo contesto che il tema delle competenze e del rapporto tra intelligenza artificiale e capacità umane sarà al centro del dibattito dell’Innovation Training Summit 2026, il principale appuntamento (inter)nazionale dedicato alla formazione, alle competenze e al futuro del lavoro, in programma oggi e domani a Roma all’Auditorium della Tecnica.

“L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il lavoro, ma non lo sta sostituendo: lo sta rendendo più umano. Le competenze tecniche sono fondamentali, ma ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità di pensare in modo critico, di prendere decisioni e di interpretare la complessità. La vera sfida non è adottare l’AI, ma sviluppare le competenze per governarla e integrarla nei processi in modo responsabile ed efficace”, commenta Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia.

Non possiamo più permetterci di considerare l’apprendimento come una fase della vita, ma è imprescindibile che sia un processo continuo, un atto di manutenzione cognitiva. Non si tratta di rincorrere la tecnologia, ma di imparare a correre insieme a essa, con lucidità, responsabilità e coraggio.

“L’intelligenza artificiale non è più una promessa futuristica, ma una realtà consolidata. Da un lato, è una forza onnipresente che modella le nostre vite digitali, dall’altro, quando bussa alla porta dell’ufficio, genera un’onda di scetticismo, timore e divisione. Per i professionisti di oggi la vera domanda è come trasformare l’AI da potenziale disruptor a motore di efficienza e valore aggiunto. La formazione a tempo indeterminato, sotto questo aspetto, è una delle chiavi di volta imprescindibili”, spiega Filippo Poletti, giornalista e autore del libro Supervisor, i professionisti dell’AI e oggi tra i moderatori sul palco del Summit.

I dati interpretati sono emersi dal rapporto Coursera per il World Economic Forum “Job Skills Report 2026” e dal “New Economy Skills: Building AI, Data and Digital Capabilities for Growth“. Le ricerche sono disponibili su richiesta.

 

Informazioni su Coursera Lanciata nel 2012 da Andrew Ng e Daphne Koller, Coursera ha la missione di fornire accesso universale a un apprendimento di classe mondiale. Al 31 dicembre 2025, conta 197 milioni di utenti registrati e collabora con oltre 375 partner accademici e industriali. Le innovazioni della piattaforma, incluse le funzionalità alimentate da IA generativa come Coach, Role Play e Course Builder, consentono di offrire un apprendimento scalabile e personalizzato. Coursera è una “public benefit corporation” del Delaware e una B Corp.

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