Test di ammissione universitari troppo costosi e standardizzati: la startup TestBuddy prova a cambiare il modello
Mentre la preparazione resta una barriera di tempo, costi e metodo, la startup italiana TestBuddy applica l’intelligenza artificiale alla preparazione ai test aiutando gli studenti a capire il proprio livello e a organizzare lo studio in modo personalizzato.
Con l’apertura delle prime sessioni TOLC e l’entrata nel vivo dei calendari per le facoltà a numero programmato, migliaia di studenti si preparano ad affrontare i test universitari che determineranno il loro futuro accademico. Solo per Medicina e chirurgia, nell’anno accademico 2025/2026, oltre 54 mila studenti si sono iscritti al semestre aperto, ma appena il 42% è risultato idoneo alle prove filtro (22.688 su 54.313). Questi numeri raccontano un sistema in evoluzione, ma evidenziano come, nonostante i cambiamenti normativi, come l’aumento dei posti, la fase di preparazione resti centrale. Per prepararsi, una parte rilevante degli studenti continua ad affidarsi a percorsi privati onerosi, con costi che oscillano tra gli 800 e i 4.000 euro per studente, creando barriere di accesso che non tutte le famiglie riescono a sostenere.
Accanto al tema economico, c’è poi un altro aspetto che spesso non si considera: la personalizzazione. Molti percorsi di preparazione, infatti, sono ancora oggi strutturati in modo standard, con programmi “uguali per tutti”, decisamente poco compatibili con tempi, bisogni e livelli di partenza diversi degli studenti. Molti giovani si trovano quindi a dover scegliere tra investimenti economici insostenibili e una preparazione inadeguata, con conseguenze dirette sul livello di stress e sulla percezione delle proprie possibilità.
È in questo intreccio di equità di accesso, benessere mentale e metodo di studio che si inserisce TestBuddy, piattaforma che porta l’intelligenza artificiale nella preparazione ai test di ammissione universitari, con l’obiettivo di supportare gli studenti in uno studio più mirato, riducendo l’ansia e aumentando la consapevolezza sul proprio livello di partenza. Questo modello diventa possibile proprio oggi, grazie alla maturità delle tecnologie di intelligenza artificiale applicate all’apprendimento, alla crescente pressione economica sulle famiglie e alle nuove abitudini di studio di una generazione sempre più digitale.
Un caso EdTech nato dall’esperienza diretta di frustrazione
TestBuddy nasce dall’esperienza diretta del suo fondatore, Leo Fulvio Bacchilega, giovane di Fontanelice, in provincia di Bologna, che, dopo non aver superato il test di Medicina, ha trasformato quel percorso in un progetto tecnologico focalizzato sul ridurre sprechi di tempo e incertezza nello studio. “Sono stato bocciato in prima superiore e successivamente non ho superato il test di medicina”, racconta Leo Fulvio Bacchilega, fondatore di TestBuddy. “Studiando per il test, mi sono reso conto che la preparazione era rimasta ferma: corsi generici, non personalizzati, che costano migliaia di euro senza garantire un percorso adatto alle esigenze individuali. Così, ho deciso di unire la mia passione per l’informatica con l’esigenza di democratizzare l’accesso all’università.”
L’impostazione della piattaforma ruota attorno a un passaggio: capire da dove parte lo studente prima di pianificare il lavoro. Attraverso simulazioni diagnostiche e analisi di performance (errori ricorrenti, tempi di risposta, aree di maggiore difficoltà) TestBuddy costruisce un percorso progressivo e adattivo, che concentra lo studio sugli ambiti che sono realmente da rafforzare. Nel particolare, la piattaforma integra simulazioni che replicano struttura e ritmo delle prove, una dashboard personalizzata per il monitoraggio dei progressi, un piano di studio dinamico che si aggiorna in base ai risultati e un tutor AI integrato, pensato per supportare lo studente nell’organizzazione quotidiana dello studio.
“L’algoritmo non si limita a raccogliere dati”, spiega Leo Fulvio Bacchilega. “Integra informazioni sul background dello studente, sugli impegni quotidiani, sulle ore di sonno e sulle preferenze di studio per creare un percorso che sia efficace ma anche sostenibile dal punto di vista emotivo. In un settore dove spesso si vende l’ansia mascherata da motivazione, abbiamo scelto di mettere al centro il benessere dello studente”.
Dal lancio della piattaforma, oltre 100.000 studenti hanno già utilizzato TestBuddy con oltre 25.000 utenti nell’ultimo anno. Attualmente la piattaforma copre tutti i principali test universitari italiani ad eccezione di Architettura, in via di sviluppo. Entro metà 2026, la piattaforma integrerà anche i test per l’accesso alle Forze Armate, ampliando il proprio raggio d’azione nel mondo dei concorsi pubblici.