Inclusività: da Bergamo a New York, Pit’sa porterà all’ONU il suo modello di pizzeria inclusiva

 Inclusività: da Bergamo a New York, Pit’sa porterà all’ONU il suo modello di pizzeria inclusiva

Invitata a New York dal Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, la realtà fondata da Giovanni Nicolussi sarà protagonista di una serie di eventi nell’ambito della Conferenza Mondiale sui diritti delle persone con disabilità, come esempio di inclusione, innovazione e impresa sociale italiana

Da una piccola pizzeria inclusiva di Bergamo che impiega ragazzi con disabilità fino alla sede delle Nazioni Unite a New York. È il percorso di Pit’sa, il progetto fondato da Giovanni Nicolussi e Valentina Giacomin che nei prossimi giorni sarà protagonista negli Stati Uniti di una serie di eventi legati alla Conferenza Mondiale sui diritti delle persone con disabilità promossa dall’ONU.

Il 7 giugno il team di Pit’sa preparerà le proprie pizze alla St. Patrick’s Cathedral di Manhattan, una delle cattedrali cattoliche più iconiche degli Stati Uniti, in occasione di un evento che coinvolgerà rappresentanti istituzionali, imprenditori, membri delle ambasciate italiana e americana e ospiti internazionali. Il 10 giugno, invece, il progetto verrà presentato direttamente all’interno delle Nazioni Unite durante una serie di eventi dedicati ai temi dell’inclusione e della valorizzazione delle persone con disabilità.

Giovanni Nicolussi e i suoi ragazzi sono stati invitati dal Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, che ha invitato Pit’sa a portare a New York la propria esperienza imprenditoriale come esempio concreto di inclusione lavorativa e innovazione sociale.

Ma Pit’sa non volerà a New York soltanto per “fare la pizza”. Al centro dell’esperienza ci sarà soprattutto il modello organizzativo sviluppato dal team: una cucina altamente standardizzata e tecnologica, progettata per rendere il lavoro accessibile e replicabile anche a persone con sindrome di Down e disabilità cognitive.

Oggi Pit’sa impiega ragazzi con disabilità nel proprio locale di Bergamo, grazie anche alla collaborazione con associazioni del territorio. Il progetto si basa su un sistema proprietario che semplifica e standardizza i processi di cucina, riduce gli sprechi e permette di formare nuovi operatori in tempi molto rapidi. Un approccio che ha attirato l’interesse delle realtà internazionali coinvolte negli eventi di New York, interessate a comprendere come inclusione, efficienza e sostenibilità possano convivere all’interno di un modello di business replicabile.

Per noi è qualcosa di enorme. Non andiamo a New York semplicemente per cucinare, ma per raccontare un modo diverso di fare impresa”, commenta Giovanni Nicolussi, fondatore di Pit’sa. “L’idea che una piccola realtà nata a Bergamo possa entrare all’ONU per spiegare come la tecnologia possa aiutare l’inclusione lavorativa ci rende orgogliosi. Vogliamo dimostrare che semplificare il lavoro tramite la tecnologia non significa togliere umanità, ma renderla accessibile a tutti”.

A finanziare l’avventura newyorkese dei ragazzi di Pit’sa anche Startup Geeks, incubatore italiano per startup e progetti imprenditoriali innovativi, con cui Giovanni Nicolussi aveva iniziato il proprio percorso partecipando al programmaStartup Builder. Un’esperienza che ha contribuito alla strutturazione e validazione del modello di business oggi presentato anche a livello internazionale.

La storia di Pit’sa dimostra che l’inclusione può diventare impresa concreta, sostenibile e scalabile”, commenta Alessio Boceda, Founder di Startup Geeks. “Siamo fieri di aver supportato Giovanni nel suo percorso e di contribuire oggi a portare questa esperienza fino a New York, in un contesto internazionale così importante”.

Il viaggio negli Stati Uniti è stato reso possibile anche grazie al sostegno di un gruppo di imprese e realtà italiane e internazionali che hanno deciso di supportare economicamente la trasferta del team, contribuendo a portare il progetto Pit’sa oltreoceano. Tra queste figurano Middleby Marshall, Brainpull, Emme Studio, Molini Bongiovanni, Rotary Bergamo Città Alta, Rotary Club Bergamo Ovest e Bellini Spa.

 

La storia di Pit’sa

Pit’sa nasce a Bergamo dall’idea di Giovanni Nicolussi e di sua moglie Valentina Giacomin di trasformare esperienze personali difficili in un progetto capace di generare valore reale. Da una parte la malattia della madre di Giovanni, che ha portato la famiglia a ripensare il concetto di alimentazione; dall’altra il rapporto quotidiano con il fratello disabile, che ha acceso la volontà di costruire un luogo di lavoro realmente inclusivo, non assistenziale. È così che, partecipando al percorso di incubazione di Startup Geeks,  prende forma una pizzeria dove tecnologia, organizzazione e semplicità diventano strumenti per permettere anche a ragazzi con sindrome di Down e disabilità cognitive di lavorare in modo autonomo e professionale. Oggi Pit’sa conta 14 ragazzi con disabilità inseriti stabilmente nel team. Il progetto si basa su un sistema proprietario e brevettato che standardizza i processi di cucina, riduce gli sprechi alimentari sotto lo 0,5% e consente di formare nuovi operatori in circa 40 minuti. Un modello che negli anni ha trasformato Pit’sa in un esempio innovativo di impresa inclusiva, capace di unire qualità, efficienza e impatto sociale all’interno di un format replicabile.

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