Ogni imprenditore ha un lato cieco: il valore del confronto tra pari per mettere a fuoco le sfide del proprio business
Tra decisioni prese in solitudine e confronto limitato, il rischio è non vedere per tempo criticità e alternative. Il 29 settembre torna tortuga, il people and business network di blackship nato per favorire il confronto tra imprenditori e professionisti sulle sfide concrete della propria attività
Il quadro per chi fa impresa in Europa si sta irrigidendo. Secondo l’ultimo aggiornamento di Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 nell’Unione europea le registrazioni di nuove imprese sono diminuite dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre le dichiarazioni di fallimento sono cresciute del 5,7%, il livello più alto dal 2019.
In un contesto simile, la capacità di prendere le decisioni giuste, e di prenderle in tempo, pesa più di prima. Dietro la tenuta di un’attività ci sono fattori economici noti, dalla marginalità alla liquidità, fino alla capacità commerciale e alla pressione competitiva, insieme ad un fattore meno visibile: molte di queste attività sono guidate da una sola persona, che orienta le scelte strategiche senza un confronto esterno. Il peso non è soltanto economico.
La difficoltà di separare vita e lavoro e il rischio di logoramento sono ormai una costante per molti imprenditori e professionisti.
Il lato cieco degli imprenditori che decidono da soli
Nel football americano, è dal lato cieco che arrivano spesso gli interventi più duri, quelli capaci non solo di interrompere l’azione, ma, talvolta, di mettere addirittura fuori gioco l’avversario. Per questo chi protegge il lato cieco ricopre uno dei ruoli più delicati e importanti della squadra.
Nell’imprenditoria il principio è simile: il problema non è solo prendere una decisione, ma riuscire a vedere per tempo ciò che può sfuggire quando la responsabilità ricade sempre e solo sulle stesse persone. È qui che una rete tra pari può assumere un valore concreto, non come luogo in cui accumulare contatti, ma come gruppo con cui condividere una decisione prima di prenderla, quando è ancora possibile metterla in discussione e valutarla da prospettive differenti.
È da questa esigenza che stanno emergendo modelli di networking meno orientati al semplice scambio di contatti e più focalizzati sulla condivisione di sfide concrete, esperienze e competenze tra pari. Il valore del gruppo si sposta così dalla quantità di relazioni costruite alla qualità del confronto che quelle relazioni riescono a generare.
In questo contesto si inserisce tortuga, il people and business network powered by blackship, società di formazione e sviluppo manageriale. A sei mesi dall’avvio, tortuga conta circa 150 partecipanti, concentrati principalmente tra Milano, Brescia e Bologna, e il prossimo 29 settembre a Bussolengo, in provincia di Verona, aprirà nuovamente le porte per ridurre l’isolamento decisionale e rafforzare la struttura organizzativa di imprese e professionisti.
“Chi guida un’impresa conosce profondamente la propria realtà, ma proprio per questo può essere più difficile osservare alcune situazioni da una prospettiva diversa. Il valore di un gruppo di pari sta nel poter portare una sfida quando la decisione è ancora aperta, confrontandosi con persone che hanno esperienze, competenze e punti di vista differenti”, spiega Pasquale Acampora, CEO di blackship.
Dal “cosa offro” al “cosa cerco”
Il meccanismo alla base di tortuga parte dalle sfide dei partecipanti, prima ancora che dalle competenze che ciascuno può offrire. Ogni imprenditore o professionista porta nel gruppo un problema concreto, una decisione aperta o una necessità del proprio business, mettendola a confronto con esperienze e punti di vista differenti.
Il format prevede due appuntamenti al mese, uno in presenza e uno online, con formazione, esercitazioni e momenti di confronto. Nei primi mesi l’obiettivo principale è stato favorire la conoscenza reciproca e costruire relazioni di fiducia. Nonostante le collaborazioni commerciali non fossero il primo risultato ricercato, tra diversi partecipanti sono già nati spontaneamente progetti condivisi.
La logica è quella di far precedere la relazione all’opportunità di business: la conoscenza personale e l’affidabilità professionale diventano le condizioni che permettono di condividere più apertamente problemi e decisioni e, nel tempo, favoriscono la nascita di collaborazioni più solide e durature.
Fino a 450 sfide aperte raccolte in una mappa
Con l’appuntamento di settembre arriva anche la Challenge Map, uno strumento che raccoglie tre sfide concrete per ogni partecipante. Con circa 150 membri, la mappa potrà quindi riunire tra 300 e 450 problemi aperti, rendendo più immediato l’incontro tra chi cerca una soluzione, chi ha già affrontato una situazione simile e chi possiede competenze utili.
La mappa permette anche di mettere in contatto persone alle prese con la stessa sfida, trasformando il problema stesso nel punto di partenza del confronto. A supporto di tutto ciò, un sistema che tiene traccia delle segnalazioni scambiate e delle collaborazioni nate dentro e fuori dal gruppo, per aiutare sempre più la condivisione di competenze e lo sviluppo di sinergie, alleanze e partnership.
I nuclei territoriali attivi si concentrano oggi tra Milano, Brescia e Bologna, mentre è prevista in prospettiva una prossima apertura nell’area di Treviso.
“Se 150 imprenditori e professionisti mettono sul tavolo tre problemi ciascuno, non hai davanti un elenco di contatti, ma centinaia di sfide reali da affrontare. Il valore del network sta nel far incontrare chi ha un problema con chi lo ha già vissuto, con chi può offrire un punto di vista diverso o con chi sta affrontando la stessa difficoltà”, conclude Pasquale Acampora.