Conoscete Business Competence?

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Forse il nome Business Competence non vi dice molto, al contrario se parliamo di Facebook, ogni persona su questo pianeta sa a chi ci riferiamo. Questo articolo parla dell’ultima versione, in stile 3.0, dell’ennesima battaglia Davide vs. Golia.

Secondo i giudici del tribunale di Milano, il colosso di Menlo Park avrebbe copiato l’applicazione ideata dalla meno nota PMI italiana Business Competence. L’app al centro della diatriba, propone agli utenti che la utilizzano, i bar e i ristoranti presenti nelle loro vicinanze sfruttando la geolocalizzazione.

Da un lato questa piccola e promettente realtà italiana e dall’atra uno dei maggiori colossi mondiali a contendersi la paternità di un’applicazione. Contro ogni probabile previsione, Business Competence, vince la sua battaglia e ottiene un risarcimento di 350mila euro più 90mila euro di spese legali. Sicuramente questa cifra non ha impensierito Facebook, ma ha creato un precedente per tutte le piccole aziende che in molti casi si sono visti copiare idee partorite in anni di faticoso lavoro. 

L’app in questione, per tutte le persone interessate si chiama “Faround” e come detto in precedenza è in grado di suggerire bar e ristoranti che si trovano nelle vicinanze degli utenti che la utilizzano grazie al sistema di geolocalizzazione. Dopo poco tempo dall’uscita della creazione della società italiana, in Facebook, appare una nuova possibilità per gli utenti della piattaforma; “Nearby Places” ovvero una nuova app che fornisce i medesimi servizi di “Faround”. Le due applicazioni, a detta della PMI milanese Business Competence si somigliano in modo evidente malgrado le differenze grafiche siano vistose. A quel punto l’azienda italiana decide di far valere i propri diritti e denuncia il colosso americano.

Come ovvia conseguenza, inizia la battaglia legale che vede uscire Facebook sconfitta sia in primo grado che in appello. L’azienda del più famoso social network al mondo viene definitivamente accusata dai giudici di “appropriazione parassitaria di investimenti altrui per la creazione di un’opera dotata di rilevante valore economico”. Il danno da risarcire è stato quantificato nei 350mila euro prima citati.

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