Covid-19: danno da 42 miliardi di dollari ai produttori di dispositivi smart

Nei prossimi tre trimestri le vendite relative ai dispositivi smart potrebbero subire una contrazione stimata in 42 miliardi di dollari a livello planetario. È quanto emerge dall’analisi di Juniper Research. Sarebbero coinvolti i produttori di smartphone, tablet, robotica di consumo, altoparlanti smart e dispositivi indossabili. Pochi si salverebbero dal trend.

I vendor saranno quindi chiamati ad affrontare una doppia criticità. Da una parte l’incertezza finanziaria che limiterà sensibilmente la domanda, rendendo praticamente impossibile il recupero delle consegne che andranno perdute nei prossimi mesi; dall’altra la necessità di adottare nuove strategie per ovviare alla mancanza di componenti, creando inventari ad hoc delle materie prime chiave attraverso un’azione mirata di diversificazione dei fornitori.

L’effetto a lungo termine dell’epidemia da Covid-19, secondo gli esperti, rischia di essere consistente anche per ciò che concerne lo sviluppo (e il lancio sul mercato) di nuovi prodotti. Ciò che potrebbe succedere, insomma, è lo slittamento di annunci di peso e uno di questi avrebbe come protagonista Apple: l’atteso debutto del primo iPhone 5G, come riportano alcune agenzie di stampa internazionali citando come fonte la Nikkei Asian Review, potrebbe essere cancellato per via dell’interruzione forzata della supply chain e la convinzione, in quel di Cupertino, che l’interesse dei consumatori per i nuovi modelli non potrà essere abbastanza consistente.

Huawei scende dal podio. Inutile girarci troppo intorno: a febbraio il mercato dei telefonini ha pagato dazio al Coronavirus e lo ha fatto registrando la peggiore flessione di sempre, da quando cioè le società di ricerca ne conteggiano le vendite. Il consuntivo stilato da Strategy Analytics parla infatti di un calo a volume del 39% rispetto al mese precedente e del 38% anno su anno. Al crollo delle consegne in Cina e in tutta l’Asia ha fatto eco il rallentamento registrato nel resto del mondo, riducendo lo spedito a 61,8 milioni di unità, contro i 99 milioni del febbraio 2019.

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