Dieci luoghi della cultura da scoprire in Italia ad agosto, che quasi nessuno mette in lista
Dal borgo dove è stato girato “Pane, amore e fantasia” al castello da cui D’Annunzio decollò per Vienna fino alle cisterne romane in cui si scende per stare al fresco: una guida firmata da amuseapp, per chi resta a casa e per chi è in vacanza.
Ad agosto l’Italia si divide tra chi parte e chi resta, ma entrambi hanno lo stesso problema: le giornate sono lunghe e le idee poche. Le grandi mete sono affollate, il mare è caldo, e la seconda visita allo stesso centro storico non entusiasma nessuno. Eppure a poca distanza da dove ci si trova, che sia casa o la località scelta per le vacanze, ci sono luoghi che quasi nessuno mette in lista: un borgo in cui è stato girato un classico del cinema italiano, un castello che custodisce la storia del volo o cisterne romane sotto il centro di una piccola città delle Marche.
Questa guida ne raccoglie dieci, da Nord a Sud, alcuni raggiungibili in giornata da una grande città, altri a pochi chilometri dalle località di villeggiatura. Sono luoghi raccontati attraverso amuseapp, la piattaforma che porta audioguide e percorsi personalizzati in oltre 200 istituzioni culturali italiane.
Si parte tra le Dolomiti e la pianura veneta
A 883 metri sul livello del mare, a Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno, la vecchia canonica ospita il Museo dei Papi: un’esposizione nata nel 2005 dal lavoro di un gruppo di volontari, dedicata alle sei presenze papali in paese. Ci sono fotografie di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ufficiali e non, e oggetti che appartennero a entrambi. Fuori, il sentiero dedicato a Giovanni Paolo II e un santuario all’aperto in località Mirabello. L’ingresso è gratuito.
Il Castello di San Pelagio, a Due Carrare ai piedi dei Colli Euganei, conserva la torre merlata trecentesca dei Da Carrara ed è dal Settecento dei conti Zaborra. Dal campo di volo allestito sui terreni della villa, il 9 agosto 1918, decollò la squadriglia comandata da Gabriele D’Annunzio per il volo su Vienna: le stanze in cui il poeta soggiornò sono visitabili, insieme al Museo del Volo che ricostruisce la sala in cui l’impresa fu pianificata. Attorno, il Parco delle Rose e dei Labirinti, nel network dei Grandi Giardini Italiani, con oltre mille rose e tre labirinti.
Si continua con un paese che per un’estate è diventato un set
Il Museo Diffuso di Castel San Pietro Romano, a una quarantina di chilometri da Roma, sta dentro il settecentesco Palazzo Mocci ma continua fuori, tra i vicoli del borgo. Il paese sorge sull’acropoli dell’antica Praeneste, conserva un tratto di mura poligonali del VI secolo a.C. e la Rocca dei Colonna. La chicca è che nel 1953 il sindaco Adolfo Porry-Pastorel, considerato il padre del fotogiornalismo italiano, convinse l’amico Luigi Comencini a girare qui Pane, amore e fantasia con Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica: nel film il paese si chiama Sagliena. Oggi un itinerario cinematografico segnalato da pannelli ripercorre le location e dalla piazza si vede Roma in lontananza, che ad agosto è già una buona ragione per stare quassù.
Nel centro, tra sottosuolo e case rinascimentali
A Fermo, nelle Marche, sotto il centro storico si estendono le Cisterne Romane: quasi 2.200 metri quadrati costruiti nel I secolo d.C., trenta vani disposti su tre file parallele che raccoglievano l’acqua per la città. Qui la visita al fresco è assicurata. Fanno parte della Rete Museale che comprende anche il Palazzo dei Priori, con la Pinacoteca Civica e la Sala del Mappamondo, il Teatro dell’Aquila e il Museo Archeologico di Torre di Palme.
A Siena, a Palazzo delle Papesse, la mostra temporanea Abitare il Rinascimento raccoglie oltre ottanta opere di arte domestica senese tra Quattro e Cinquecento: cassoni, spalliere, lettucci, testate di letto, tessuti. La sede è la dimora che fu di Caterina Piccolomini, sorella di Pio II.
A Roma, ai Musei Capitolini di Villa Caffarelli, è aperta fino a dicembre la prima mostra italiana dedicata a Diego Rivera, la più grande esposizione sull’arte messicana realizzata in Europa negli ultimi decenni e la prima realizzata in Italia. Accanto a Rivera ci sono Frida Kahlo, Orozco, Siqueiros, e le fotografie con cui Tina Modotti documentò quegli anni. Villa Caffarelli è sul Campidoglio, e la terrazza da cui si esce vale la salita.
“Rotolando verso sud”, dalla Costiera allo Stretto
Il Duomo di Ravello si tratta di una basilica romanica dell’XI secolo che conserva l’ambone Rogadeo e le valve bronzee medievali. Nel Settecento, ormai degradato, fu rivestito di stucchi barocchi; i restauri avviati nel 1973 hanno riportato alla luce il romanico delle navate lasciando però intatto il barocco del transetto. Il risultato è un edificio in cui si attraversano due epoche camminando.
A Conversano, in provincia di Bari, il polo museale MUSeCO occupa il Castello Acquaviva d’Aragona e gli spazi dell’ex monastero di San Benedetto. Custodisce il ciclo pittorico di Paolo Finoglio dedicato alla Gerusalemme Liberata: il poema di Tasso tradotto in pittura, commissionato dalla famiglia che dominava il territorio.
La Cattedrale di Nardò, nel Salento, fu edificata nel 1088 su una chiesa paleocristiana del VII secolo. Le tre navate in pietra leccese conservano affreschi dal XII al XV secolo e il Cristo Nero, un crocifisso ligneo in legno di cedro del XII secolo attorno al quale è cresciuta la devozione della città. Il centro storico è tutto in pietra leccese, che al tramonto diventa arancione.
Infine, il Museo del Bergamotto di Reggio Calabria, ospitato nel Vecchio Mercato Coperto, è dedicato a un solo frutto. Racconta gli strumenti di estrazione dell’olio essenziale, le macchine industriali dell’Ottocento, gli usi in profumeria e cucina e ospita anche una scuola di profumeria. Oggi la provincia di Reggio Calabria concentra circa l’80% della produzione mondiale di olio essenziale.
“Un luogo della cultura che riesce a raccontarsi bene smette di essere una tappa e diventa una destinazione”, afferma Marco Da Rin Zanco co-founder e CEO di amuseapp. “È una differenza che si misura perché le persone restano più a lungo, tornano, ne parlano con amici o parenti. Per i piccoli luoghi della cultura questo non è un semplice dettaglio di esperienza, ma la condizione per continuare a esistere e creare valore”.