Giornata Mondiale del Riciclo, 6 regole per smaltire o riutilizzare gli oggetti quotidiani

 Giornata Mondiale del Riciclo, 6 regole per smaltire o riutilizzare gli oggetti quotidiani

Che si tratti di oggetti in plastica, vetro o carta, ecco 6 consigli utili per una corretta differenziazione dei rifiuti tutelando così l’ambiente

Salva il pianeta. Supporta il riciclo”. È questo il claim dell’edizione 2021 del Global Recycling Day, istituito per la prima volta il 18 marzo 2018 dalla Global Recycling Foundation. Con la Giornata Mondiale del Riciclo si vuole celebrare l’importanza della corretta differenziazione dei rifiuti e sensibilizzare cittadini e istituzioni verso la tutela ambientale, fondamentale per preservare le risorse naturali, diminuire le emissioni di CO2 e assicurare un futuro al nostro pianeta. Non solo cittadini e istituzioni: tutti devono fare la loro parte, comprese le aziende, chiamate a estendere il ciclo di vita dei materiali impiegati attraverso l’applicazione di modelli di produzione basati sull’economia circolare, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Esempio virtuoso in tal senso è quello del Gruppo Sanpellegrino, che con Levissima in Italia ha realizzato la prima bottiglia con il 100% di plastica riciclata (RPET 100%).

Che si tratti di plastica, vetro o carta, ecco 6 consigli utili per smaltire o riutilizzare diversi oggetti di uso quotidiano tratti dal sito In a Bottle (www.inabottle.it).

  1. Verificare i regolamenti locali

La prima e, forse, la più importante cosa da ricordare è che ogni città ha regole e requisiti di riciclo diversi. È consigliabile consultare il sito del comune d’appartenenza per conoscere come è organizzata la raccolta differenziata nel proprio quartiere, qual è l’ente che se ne occupa e come funzionano i servizi, come ad esempio la raccolta di rifiuti ingombranti e le riciclerie.

  1. Cercare sempre di riutilizzare

Questa regola, oltre a far del bene per l’ambiente, offre la possibilità di stimolare la creatività. Solo perché un oggetto è stato utilizzato già una volta, non bisogna per forza gettarlo. In rete è possibile trovare diversi tools e video-tutorial che spiegano come riutilizzare diversi oggetti, come le  bottiglie di plastica o vetro, i fogli di carta o i tappi per dare vita a nuovi oggetti, ad esempio per realizzare lampadari e quadri.

  1. Rimuovere cibo e liquidi dai materiali riciclabili

Le gocce di succo rimanenti in una brocca, o in qualsiasi contenitore per liquidi, possono vanificare i propri sforzi di riciclaggio una volta che arrivano nella discarica?  Sebbene sia importante eliminare potenziali contaminanti come liquidi e rifiuti alimentari, spesso ci si chiede quanto devono essere puliti i materiali riciclabili. Per fare un po’ di chiarezza, è importante sapere che piccole quantità di cibo non interferiranno con i processi di riciclaggio del vetro e dell’acciaio: per questo si consiglia di raschiare velocemente i barattoli e le lattine e, in caso di dubbi, risciacquarli rapidamente. La preoccupazione maggiore per i contaminanti riguarda in realtà la carta, che può essere facilmente rovinata dal cibo o dall’umidità.

  1. Riciclare i rifiuti elettronici nel modo giusto

I programmi standard legati al riciclo non sono impostati in modo da gestire i rifiuti elettrici ed elettronici. Essi vengono indicati con l’acronimo RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e devono essere smaltiti attraverso i canali appropriati. In caso contrario, i metalli tossici possono potenzialmente disperdersi nell’ambiente, causando danni agli ecosistemi vicini. Sulla base della direttiva europea, l’Italia ha emanato un Decreto Legislativo di attuazione apposito, il n.49 del 14 marzo 2014, e tutta una serie di Decreti ministeriali che prevedono lo smaltimento dei rifiuti RAEE presso le isole ecologiche comunali.

  1. Conoscere i rifiuti pericolosi

I rifiuti pericolosi sono forse più comuni negli impianti di produzione, ma ce ne sono alcuni presenti anche nelle nostre case, come ad esempio lampadine fluorescenti, pile, batterie e toner per fotocopiatrici. Questi tipi di rifiuti devono essere gestiti con grande cura e non vanno riciclati attraverso i programmi standard. Occorre informarsi e conoscere all’interno del proprio comune l’ente che può aiutarci a identificare questi articoli pericolosi e indicarci metodi di smaltimento adeguati.

  1. Rivolgersi a piattaforme di smistamento e riciclo

Gli articoli realizzati con materiali misti sono più difficili da riciclare perché sono difficili da separare. Per fare alcuni esempi, una vecchia scrivania, un materasso o una custodia per cellulare sono spesso costituiti da materiali riciclabili al 100% da soli, come metallo, plastica e legno, ma devono essere smontati prima del riciclo. Ciò richiede una struttura di elaborazione specifica. È consigliabile trovare un venditore nelle vicinanze che raccolga materiali misti o cercare organizzazioni senza scopo di lucro che accettino questi articoli come donazioni. Un esempio virtuoso in tal senso è rappresentato dall’ecostazione di Ferla, dove i cittadini del borgo siciliano consegnano plastica, vetro, alluminio, pile, farmaci, oli esausti, indumenti usati e l’umido.

L’impegno aziendale per il riciclo e la salvaguardia dell’ambiente

Oltre ai cittadini, anche le aziende devono farsi carico della questione riciclo e trovare soluzioni per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti e della plastica. Un esempio virtuoso è quello di Levissima: grazie alla nuova normativa entrata in vigore a gennaio 2021, che consentiva l’utilizzo di bottiglie e vaschette ad uso alimentare in PET riciclato fino al 100%, Levissima ha realizzato la prima bottiglia in Italia RPET 100%: si tratta di un grande passo avanti nel ridurre l’utilizzo di materie prime e un impegno concreto per un mondo più sostenibile.

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