Famiglie italiane iperconnesse: boom di dispositivi digitali

 Famiglie italiane iperconnesse: boom di dispositivi digitali

Il futuro è “hi-tech”, ecco le evidenze della ricerca di Toluna:

  • Italiani sempre più tech-friendly: il 46% ha fino a 7 device tech in famiglia. Lo smartphone è davvero un must
  • Device sharing: sì per le famiglie con figli, i giovani invece sono i più individualisti. Poco smart gli over 55
  • Per 1 italiano su 2 il dopocena è davanti alla TV. Irrinunciabile lo smartphone anche nel weekend
  • La piattaforma streaming per eccellenza è Amazon Prime (54%), seguita da Netflix (46%) e SKY (29%). In media, 2,4 gli abbonamenti per famiglia
  • A sorpresa, un consistente 18% non ha sottoscritto alcun abbonamento on demand a pagamento

Radio digitale appena svegli, pranzo al volo scrollando le news sullo smartphone e un ottimo e-book prima di andare a dormire, ma solo dopo aver guardato la nuova serie sulla nostra piattaforma on demand preferita. I dispositivi tech sono ormai essenziali nella nostra vita, come dimostra anche una recente survey condotta da Toluna, principale piattaforma di consumer insights sul mercato, in collaborazione con UPA, su un campione intervistato online di 1000 rispondenti.

Obiettivo della ricerca: indagare l’esperienza quotidiana delle famiglie italiane nell’uso di device tecnologici, per ottenere insights utili, per il mercato pubblicitario, per prendere decisioni adatte ai propri target ed obiettivi specifici.

7 device a famiglia, smartphone in vetta

Oggi la quantità di dispositivi tech nelle nostre case è esplosa: il 46% degli intervistati dichiara di dispornedi 7, di cui 4 condivisi con gli altri familiari e 3 ad uso strettamente personale. Media che aumenta sino a 12 device nell’11% delle famiglie con figli fino ai 14 anni, le più digital friendly.

Non sorprende, poi, che in vetta alla classifica di quelli a cui non possiamo rinunciare ci sia lo smartphone (96%), seguito da PC e laptop (95%). In coda, e-book e smart speaker, sfruttati solo dal 30% circa delle famiglie.

Device sharing ma non per gli under 34

Se la TV (64% tradizionale, 57% smart) e la radio tradizionale (49%) si prestano facilmente allo sharing familiare, smartphone, PC e tablet sono i dispositivi personali per eccellenza. Tra i più individualisti in famiglia gli under 34, le famiglie con figli piccoli, invece, le più abituate alla condivisione.

Tra under e over 55 si delinea un notevole scarto generazionale in termini di tecnologia: più smart i primi, meno i secondi, che si rivelano anche più avvezzi allo sharing di device tradizionali, ma poco interessati alla tecnologia connessa.

Smartphone-addicted anche nel weekend

Se 1 italiano su 3 accende la radio tradizionale di mattina e 1 su 2 la TV di sera, soprattutto a cena e dopo cena, tutti sono invece decisamente rapiti dallo smartphone in ogni momento della giornata: è l’unico device davvero onnipresente, che ci affianca dal risveglio (57%) al dopocena (60%), fino al momento di andare a dormire (39%), con picchi di utilizzo che superano il 70% nel corso della mattinata e del pomeriggio. Non solo. Sembra che queste abitudini non cambino quando non si lavora: una buona dose di smartphone anche nel weekend, con quasi 1 intervistato su 3 che lo usa pure a pranzo e cena.

Zapping tra una piattaforma e l’altra

La top 3 dei provider di programmi on demand a pagamento è rappresentata da Amazon Prime (54%), Netflix (46%) e SKY (29%). Gli intervistati dichiarano di aver sottoscritto in media 2,4 abbonamenti per famiglia, con varie combinazioni di piattaforme: 1 intervistato su 3 fa zapping tra Netflix e Amazon Prime, 1 su 6 tra Netflix e SKY. Tra gli heavy users, gli abbonati con figli fino a 14 anni: il 69% si intrattiene sulla piattaforma di Jeff Bezos, il 58% su Netflix e il 44% su SKY.

Il boom dello streaming online ha favorito uno switch da programmi live a contenuti on demand, fruiti soprattutto su tablet (66%), PC e laptop (64%), ma anche Smart TV e smartphone (60%). Ciononostante, è interessante segnalare che un consistente 18% non ha ceduto alla sua avanzata e dichiara di non aver sottoscritto alcun abbonamento on demand a pagamento.

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