IBM interrompe utilizzo del riconoscimento facciale per sorveglianza

Il CEO di IBM Arvin Krishna ha reso noto, in una lettera, che l’intelligenza artificiale dell’azienda statunitense non verrà impiegata per il riconoscimento facciale applicato alla sorveglianza e profilazione razziale. Le parole di Krishna sono chiare: “Ibm si oppone fermamente e non perdonerà l’uso di alcuna tecnologia, inclusa la tecnologia di riconoscimento facciale offerta da altri fornitori, per la sorveglianza di massa, la profilazione razziale, le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

In base alle informazioni rese note, non vi saranno aggiornamenti per le soluzioni sviluppate, ma verrà comunque fornito supporto a coloro che le stanno già utilizzando.

All’inizio di quest’anno il caso di Clearview AI. La società utilizzava oltre tre miliardi di immagini catturate dei social media per vendere servizi di riconoscimento facciale alle forze di polizia di tutto il mondo. Sull’attività di Clearview sono stati avviate indagini ed è al centro di numerose cause per violazione della privacy. All’inizio dell’anno scorso l’Europa ha pubblicato un codice etico sull’intelligenza artificiale (Ai).

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