Pagare per pubblicare. Lo sfogo dello scrittore Gabriele Collesano

“Vuoi pubblicare un libro? Semplice: basta pagare”. Parola di Gabriele Collesano, giovane autore indipendente che ha affidato ai social un lungo sfogo a proposito del conflitto tra scrittori emergenti e mondo dell’editoria. “Che poi di sfogo non si tratta – racconta ad Ansa Gabriele, 35 anni pontederese da sempre appassionato di scrittura in tutte le sue forme –, è solo una riflessione a voce alta riguardo alla mia esperienza con le case editrici, io scrivo per passione e non ho mai pensato che potesse diventare un mestiere”. Passione che però l’ha portato a vedere editi quattro romanzi di narrativa contemporanea – “Ora che ci sei” l’ultimo, uscito nel 2017 – tutti autoprodotti e con un buon riscontro in termini sia di numeri che di feedback positivi, tanto da essere disponibili su tutti i più importanti bookstore online.

E la decisione che l’ha portato a non cedere ad alcuna casa editrice è spiegata senza tanti giri di parole sulla sua pagina Facebook ufficiale, pagina che nell’ultimo mese ha raggiunto oltre 150mila persone e superato le 20mila interazioni.

“A meno che tu non sia Fabio Volo che ha venduto oltre otto milioni di copie dei suoi libri – scrive Gabriele – di scrittura non campi. Lo dicono i numeri, non lo dico io. Il conto è presto fatto: un libro di successo vende circa cinquemila copie, il diritto d’autore è di meno del 2% del prezzo di copertina, per cui nelle tasche del povero scrittore finiscono circa novemila euro. Per un libro che è andato alla grande sul mercato. Quindi o scrivi due libri di successo all’anno, o di scrittura non campi. E scrivere due libri all’anno, che non per forza scaleranno le classifiche, è alquanto difficile, se non impossibile. Nonostante ciò – prosegue – le case editrici continuano imperterrite a ricercare autori, più o meno affermati non importa, per pubblicare i loro lavori. E il perché è semplice, il mondo dell’editoria funziona così. La casa editrice ti contatta, ti fa sentire al centro del progetto del secolo, ti presenta uffici stampa tanto potenti da arrivare a pubblicizzarti in capo al mondo, ti parla di accordi con migliaia di librerie… Ma il succo alla fine è un altro. Il succo è che ti imporrà di comprare un tot di copie almeno a tre cifre del tuo libro così da pararsi e avere un utile certo, dopodiché il progetto magicamente svanirà insieme al tuo libro che non verrà pubblicizzato nemmeno nella peggiore libreria di periferia. Puoi anche aver scritto la lista della spesa, ma se ti paghi le tue x copie tu pubblichi (e la casa editrice guadagna di sicuro). Il giochino è chiaro.”

Parole schiette e dirette a cui con fermezza fa coda la volontà di rimanere un autore indipendente: “Continuo quotidianamente a ricevere offerte di ripubblicazione dei miei libri – chiude Collesano – ma fermamente dico no.

I miei romanzi resteranno autoprodotti finché non cambierà questa storia”.

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