Auto elettriche: il futuro della sua tecnologia si chiama Battery 2030+

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Lo European Institute of Innovation and Technology ha rilevato l’importanza del business sui sistemi di accumulo. Le aziende europee, oggi, sono praticamente escluse da questa opportunità di mercato con una quota che tocca appena il 3%. Tuttavia le celle per le batterie agli ioni di litio in cui accumulare l’energia prodotta rivestono un business importante in funzione dell’alimentazione delle auto elettriche. L’obiettivo è quello di uscire da questa dipendenza, quella delle celle asiatiche per i sistemi di accumulo.

Ed è così che Bruxelles nella sua strategia di ricerca e sviluppo vuole superare l’Asia in termini di innovazione e sostenibilità.

Per poter competere con Cina, Giappone e Corea grazie anche al Politecnico di Torino che partecipa ad un progetto di ricerca tutto internazionale, si sta studiando la messa a punto di celle più performanti dal punto di vista della quantità di energia immagazzinata e della vita della batteria, oltre che più sicure.

I filoni di ricerca ruotano attorno ai nuovi materiali per batterie come, ad esempio, le batterie al litio-zolfo e litio-aria. Infatti, le batterie sono tra le tecnologie chiave per fare uscire il sistema di approvvigionamento energetico europeo dagli idrocarburi ma anche sul fronte dei trasporti e dell’energia elettrica.

Inoltre, un aspetto importante e trascurato è la riciclabilità. Le batterie esauste sono rifiuti pericolosi ma soprattutto l’Europa sconta un deficit nella produzione delle materie prime necessarie per fare le batterie. Le batterie al litio-zolfo sembra possiedano 5 volte la capacità di quelle attuali al litio. Inoltre, lo zolfo è molto più facile da reperire e a buon mercato, poiché è anche uno scarto di lavorazione del petrolio. 

Servono competenze legate all’ingegneria chimica e dei materiali che non appartengono all’automotive. Le case automobilistiche possono disporre del know-how ma mono sono in grado di produrre ancora una batteria da zero.

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