Troppe falle e Elon Musk vieta uso di Zoom

Più traffico, più disservizi. Zoom nella bufera. Cresce l’uso degli strumenti digitali legati allo smart working, ma non tutti sono all’altezza. Zoom, app per videoconferenze, ha dimostrato più di qualche falla. Tanto che Space X, la compagnia spaziale di Elon Musk, ne ha vietato l’uso ai suoi dipendenti.

Secondo il sito Reuters, alla base del divieto ci sarebbero “importanti problemi di privacy e sicurezza”. “Comprendiamo che in molti stanno usando questo strumento per conferenze e riunioni, ma si prega di utilizzare e-mail, messaggi o il telefono come mezzo di comunicazione alternativo”, scrive Space X in una email rivolta i dipendenti, il 28 marzo, giorno in cui ha disabilitato l’uso di Zoom.

Lunedì l’Fbi ha lanciato un ‘alert’ su Zoom dopo aver ricevuto segnalazioni di individui non identificati che invadono le sessioni scolastiche, un fenomeno noto come “zoombombing”. L’indagine è partita dopo la segnalazione del procuratore generale di New York, Letitia James, che ha intimato alla società di risolvere il problema, impedendo ai pirati informatici di “ottenere accesso furtivo alle webcam dei consumatori”.

Domenica scorsa Zoom ha aggiornato la sua policy sulla privacy. Ma, come da giorni sostengono gli esperti di cybersecurity, sono moltissime le nuove piattaforme a rischio di intrusione da parte di criminali informatici.

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