L'Iran minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz Stampa E-mail
Mercoledì 14 Dicembre 2011 12:30

L'Iran starebbe pensando di chiudere lo stretto di Hormuz, ovvero lo stretto che collega il golfo Persico all'oceano Indiano. L'ipotesi è emersa dopo le parole di Parviz Sorouri, membro della commissione "Sicurezza nazionale e Politica estera" del parlamento iraniano. I prezzi del petrolio sono finiti in rialzo martedì, con un costo di otre 100 dollari al barile, nel mercato sostenuto dai nuovi timori dell’innescamento di conflitti con l’Iran, che secondo  recenti voci , pare sia intenzionato a chiudere il stretto di Hormuz per esercizi militari.

Bisogna ricordare, infatti, che per lo stretto di Hormuz passano ogni giorno circa 15,5 milioni di barili di petrolio al giorno, ovvero il 40% delle forniture mondiali di greggio. Per questi motivi, alla notizia della possibile chiusura dello stretto, ha fatto schizzare il  prezzo del petrolio oltre quota 100 dollari al barile. Il barile di "light sweet crude"(WTI) per consegna a gennaio é aumentato di 2,37 dollari in confronto a lunedì a 100,14 dollari sul "New York Mercantile Exchange "(Nymex). A Londra il barile di greggio del mare del Nord per lo stesso periodo é finito a 109,5 dollari per l’Intercontinental Exchange (ICE) in aumento di 2,25 dollari in confronto alla chiusura di lunedì. "Il petrolio é stato sostenuto da rumori sul progetto di chiusura del distretto di Hormuz per esercitazioni militari da parte dell’Iran", ha spiegato John Kilduff di Again Capital. Per James Williams, di Energy Economist non é un caso che Teheran tenga questo tipo di propositi qualche ora pruima dall’apertura della riunione dell’OPEC . "L’Iran non può aumentare le entrate della produzione, ma può minacciare il commercio nel distretto di Hormuz ".

Il ministro iraniano del Petrolio Rostam Ghassemi aveva in particolare reclamato domenica  all’Arabia Saudita e il Kuwait di ridurre la loro "sovraproduzione" per tenere conto del ritorno del petrolio libico sul mercato. "Presto terremo delle manovre militari per vedere come chiudere lo stretto di Hormuz. Se il mondo vuole rendere la regione insicura, allora noi renderemo il mondo insicuro" ha detto Sorouri. Le autorità iraniane hanno solo timidamente smentito le parole del parlamentare, riportate dall'agenzia Fars News. Un portavoce del ministro degli esteri, ad esempio, ha affermato che i commenti sullo stretto sono stati fatti da persone che non hanno nessun titolo ufficiale. Nonostante queste smentite, l'ipotesi di una chiusura dello stretto rimane. Sappiamo, infatti, quanto la tensione tra l'Iran e il mondo occidentale sia altissima, soprattutto dopo l'irruzione di fine Novembre all'ambasciata britannica di Teheran. Il maggiore punto di attrito rimane il controverso programma nucleare di Teheran, che le potenze occidentali, ed in primis Israele, temono sia rivolto alla costruzione di armi di distruzioni di massa. Per questo motivo a Novembre il premier israeliano Peres aveva paventato l'ipotesi di un'operazione militare contro l'Iran, nonostante le rassicurazioni del presidente Ahmadinejad che aveva assicurato sulle finalità pacifiche del proprio programma nucleare.

Il Congresso degli Stati Uniti  ha approvato le sanzioni economiche contro la Banca centrale iraniana, a causa della mancata collaborazione di Teheran sul suo programma nucleare. La chiusura di uno stretto come quello di Hormuz, fondamentale per il commercio mondiale di petrolio, sarebbe quindi una ritorsione dell'Iran nei confronti di queste sanzioni.

Il mercato attendeva in oltre l’apertura di oggi,mercoledì della riunione dell’OPEC . I ministri si orientavano verso un consenso per il mantenimento dello status quo sulle loro quote di produzione. "Non c’é penuria o eccesso nell’offerta (…). Quest’equilibrio porterà probabilmente a non cambiare la piattaforma di produzione attuale " durante la riunione dell’Organizzazione dei paresi esportatori di petrolio (OPEC) di oggi, a Vienna , ha stimato il ministro del Kuwait Mohammed al-Bassiri. Per gli analisti di Barclays Capital questa riunione si terrà "in un contesto economico e politiche complesso" favorevole a un calo dei corsi.



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